Il decreto legislativo 81/2008, all’allegato IV, al paragrafo 1.9.1, “areazione dei luoghi di lavoro chiusi” prevede che, se sono utilizzati impianti aeraulici (condizionamento dell’aria o ventilazione meccanica), gli stessi devono essere sempre mantenuti funzionanti.

La definizione di impianto aeraulico è presente nella norma UNI 10339:1995  che definisce tale il complesso di apparecchiature, dispositivi, accessori e controlli necessari per ottenere la qualità dell’aria negli ambienti secondo condizioni predefinite in base alla: temperatura, umidità, assenza di inquinanti e ricambi d’aria.

Per impianti aeraulici quindi si intendono:

  • impianti di condizionamento e di climatizzazione ;
  • impianti di termoventilazione;
  • impianti di ventilazione

Del sistema impiantistico, degni di nota sono gli apparati terminali tra i quali rientrano le griglie di ripresa, le griglie di aspirazione e le bocchette di mandata.

La pulizia, l’igiene, l’efficienza e la manutenzione degli impianti areaulici e di climatizzazione influenzano la salute degli occupanti degli edifici, causando spesso attacchi influenzali e malessere.

Gli stessi, poi, devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori, al fine di permettere che questi respirino aria salubre nei luoghi di lavoro.

La norma UNI 10339 ci fornisce una definizione di qualità dell’aria legata essenzialmente al fatto che non debba contenere contaminanti noti in concentrazioni tali da arrecare danno alla salute e causare condizioni di malessere per gli occupanti.
I contaminanti, contenuti sia nell’aria di rinnovo che in quella ricircolata, sono gas, vapori, microrganismi, fumo e altre sostanze particolate. L’aria, secondo la norma UNI è classificata quindi secondo diversi “livelli di qualità” in base alla quantità di sostanze inquinanti presenti al suo interno.

Il 27 febbraio 2020 l’OMS ha pubblicato il documento di orientamento “Preparare il posto di lavoro per COVID-19”, il SARS.Cov2-19 è un virus che si ritiene sia trasmissibile da persona a persona con tre modalità:

  1. per contatto ravvicinato e diretto con una persona infetta;
  2. per inalazione di goccioline liquide prodotte dalla persona infetta;
  3. tramite contatto con superfici contaminate dal virus.

Ai fini delle modalità di trasmissione è determinante il fatto che le persone infette tossendo, starnutendo, parlando e respirando, emettono goccioline di liquido infettate con il virus, che possono:

  • depositarsi sulle superfici vicino alla persona infetta e quindi essere poi riprese da chi tocca tali superfici, quindi anche apparati terminali del sistema aeraulico (contaminazione indiretta);
  • essere inalate da chi si trova vicino alla persona infetta o in un ambiente contaminato (contaminazione diretta).

Il contatto diretto con le secrezioni respiratorie sembra essere, in queste situazioni, la principale via di trasmissione.

COME SANIFICARE UN IMPIANTO AERAULICO

È possibile raggruppare le fasi operative da seguire per le operazioni di disinfezione da attuare sugli impianti di aerazione.

Si parte con il sopralluogo attraverso il quale effettuare una valutazione delle problematiche igieniche ed epidemiologiche al quale l’edificio è soggetto.

Al fine di non dimenticare alcun impianto e i singoli apparati che ne fanno parte, fondamentale è il censimento degli stessi e della relativa documentazione.

Si prosegue poi con l’individuazione delle problematiche tecniche degli impianti, delle criticità di natura igienico-sanitaria e delle problematiche di sicurezza relative al cantiere (che dovrà essere allestito per eseguire la bonifica), quindi all’analisi funzionale degli impianti.

Per individuare le problematiche è possibile procedere attraverso un’ispezione tecnica che prevede prelievi microbiologici di superficie, aria, acqua di condensa e particolato e una videoispezione dei condotti.

I risultati di una ispezione tecnica possono essere due:

L’impianto è pulito e si propone un piano di controllo e monitoraggio, comprensivo di ispezioni tecniche programmate oppure l’impianto risulta non idoneo ed e’ necessario effettuare la bonifica.

Verificate le problematiche dell’impianto, si passa a definire il metodo di pulizia e disinfezione, che riguarderà:

  • Sanificazione unità di trattamento aria ed apparecchiature.

  • Sanificazione delle condotte di distribuzione.

  • Sanificazione componenti di linea.

  • Sanificazione degli apparati terminali aeraulici.

Prima dell’esecuzione della pulizia (rimozione meccanica del particolato depositato all’interno delle condotte) e la disinfezione (cioè il trattamento con appositi prodotti disinfettanti) è necessario mettere in atto delle misure di contenimento della contaminazione ambientale in base all’ambito di lavoro e stato degli impianti.

La pulizia e la disinfezione devono interessare l’impianto in ogni sua parte, quindi gli apparati presenti, dalla presa dell’aria esterna fino all’ultimo terminale, considerando sia le condotte di mandata sia quelle di ricircolo.

Naturalmente i prodotti da utilizzare dipendono dalla tipologia di impianto aeraulico:

  • impianti di condizionamento e di climatizzazione, è consigliato l’utilizzo di aerosol disinfettante e, per le parti esterne, ipoclorito di sodio (0.1% -0,5%), etanolo (62-71%) o perossido di idrogeno (0.5%), per un tempo di contatto adeguato.

  • griglie di ripresa, le griglie di aspirazione e le bocchette di mandata, è consigliato l’utilizzo di ipoclorito di sodio (0.1% -0,5%), etanolo (62-71%) o perossido di idrogeno (0.5%), per un tempo di contatto adeguato.

  • impianti di termoventilazione è consigliato l’utilizzo di aerosol disinfettante e, per le parti esterne, ipoclorito di sodio (0.1% -0,5%), etanolo (62-71%) o perossido di idrogeno (0.5%), per un tempo di contatto adeguato.

  • impianti di ventilazione è consigliato l’utilizzo di aerosol disinfettante e, per le parti esterne, ipoclorito di sodio (0.1% -0,5%), etanolo (62-71%) o perossido di idrogeno (0.5%), per un tempo di contatto adeguato.

  • condotte di aerazione è consigliato l’utilizzo di macchinari di lavaggio specifici e aerosol disinfettante

Una programmazione periodica delle ispezioni secondo un piano di controllo e monitoraggio garantisce una migliore risposta degli impianti di aerazione e Covid-19 e consente una migliore gestione del rischio igienico sanitario da essi derivante.

La frequenza delle ispezioni visive e tecniche sono consigliate con una frequenza annuale, comunque stabilite in base ai risultati delle precedenti ispezioni e della valutazione dei rischi.