SANIFICAZIONE PER RISCHIO BIOLOGICO COVID-19: COSA E’ CONSIGLIATO E COSA NO DAL MINISTERO DELLA SALUTE ITALIANO

Uno dei temi più dibattuti negli ultimi giorni è: quali strumenti sono consigliati per svolgere la Sanificazione Ambientale per Coronavirus in ambienti lavorativi non sanitari?

(quindi non parleremo di ambienti ospedalieri, né di ambienti in cui sono ricoverate persone contagiate dal Covid-19, poiché sono molto più complessi da gestire e hanno necessità di un capitolo a parte).

Noi di Ecomm srl, specializzati in sanificazioni civili ed industriali, conosciamo i pregi e difetti dei vari sistemi di sanificazione, proprio perché li abbiamo studiati e provati quasi tutti!

Partiamo dall’inizio, la Sanificazione di un ambiente e delle sue superfici è composta da 2 passaggi:

1- detersione con un detergente apposito per la superficie da pulire (detergente pavimenti per pulire i pavimenti, detergente per bagno per pulire il bagno…) e abbondante risciacquo

2- disinfezione con apposita Soluzione Disinfettante

Proprio nella disinfezione, che completa la Sanificazione Ambientale, ci sono i dubbi di molte Aziende su cosa usare, su cosa acquistare, e cosa invece non è consigliato dal Ministero della Sanità.

Vediamo cosa propongono le varie Aziende Produttrici in questo momento e come le Autorità Sanitarie Italiane considerano i diversi prodotti e macchinari offerti per svolgere tale Sanificazione, abbiamo aggiunto un piccolo specchietto che alcune aziende spediscono per pubblicizzare e vendere i propri sistemi:

SISTEMA DI SANIFICAZIONE CON OZONO

In un ambiente chiuso e senza persone presenti (poiché in concentrazioni elevate l’Ozono è tossico per gli esseri umani), personale specializzato (e dotato di corretti Dpi) installa una macchina automatica che agisce partendo dall’ossigeno presente naturalmente nell’aria, trasformandolo in Ozono, saturando l’ambiente e abbattendo del 99,9% i microorganismi presenti (Batteri, Acari; virus, Funghi, Spore…).

Al termine del processo la stessa Macchina distrugge l’Ozono (poiché in concentrazioni elevate è tossico per gli esseri umani) e, dopo un ciclo che può andare da 30 a 60 minuti, si può ritornare nell’ambiente sanificato.

Ovviamente le dichiarazioni sui siti delle Aziende che producono Macchine per Sanificazione ad Ozono, e parecchi articoli su giornali nazionali, stanno spingendo su tale tecnologia, ma occorre un approccio rigoroso per capire se veramente tale sistema funzioni e se venga riconosciuto dal Ministero della Salute come soluzione al Rischio Biologico Covid-19.

Analizzando come l’Ozono si comporta con i microorganismi, e le sue capacità di purificare aria e acqua nei processi di sterilizzazione degli ambienti (Ministero della Sanità, protocollo 24482/1996), risulta possibile che il trattamento con Ozono inattivi il virus Sars-Cov-2.

Purtroppo però non esistono ancora studi chiari su quale concentrazione di Ozono e quali tempi di applicazione siano necessari per inattivare il Virus Sars-Cov-2 che causa Covid-19.

Il Ministero della Salute però ha chiaramente detto che (fonte: sito www.salute.gov.it) non ci sono attualmente evidenze che l’ozono svolga una funzione sterilizzante nei confronti del nuovo coronavirus e che conseguentemente metta al riparo dal contrarre l’infezione.

Questo vuol dire che non si ha ancora chiarezza su quale tipo di Macchinario ad Ozono sia efficace e se ve ne siano di poco efficaci, visto che non ci sono standard condivisi che ne stabiliscono le caratteristiche minime.

SANIFICAZIONE A PEROSSIDO DI IDROGENO CON IONI D’ARGENTO

In un ambiente chiuso, e senza persone presenti, personale specializzato (e dotato di corretti Dpi) installa una macchina che nebulizza perossido di idrogeno con ioni di argento, saturando l’ambiente e uccidendo i microorganismi presenti (Batteri, Acari; virus, Funghi, Spore…).

Al termine del processo e dell’opportuna aerazione (alcuni consigliano di entrare negli ambienti anche 3 ore dopo) si può ritornare nell’ambiente sanificato.

Secondo la circolare del Ministero della Salute n.5443 del 22/02/2020, per sanificare gli ambienti ospedalieri, si indica l’utilizzo di ipoclorito di sodio (0.1% -0,5%), etanolo (62-71%) o perossido di idrogeno (0.5%), per un tempo di contatto adeguato.

La stessa circolare indica, per sanificare ambienti non ospedalieri, di utilizzare ipoclorito di sodio 0,1% dopo la pulizia, oppure, per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.

Abbiamo quindi la certezza sul fatto che il Ministero della Salute ha quindi dato disposizioni per l’utilizzo del Perossido di Idrogeno (come per ipoclorito di sodio (0.1% -0,5%) o etanolo (62-71%) come disinfettante autorizzato o consigliato per sanificare tali Virus in ambiente ospedaliero, mentre in ambiente non ospedaliero non viene consigliato.

SANIFICAZIONE MEDIANTE NEBULIZZAZIONE DI SOLUZIONE DI IPOCLORITO DI SODIO O DI SOLUZIONE IDROALCOLICA

Personale specializzato di un’Azienda di Sanificazione, e con opportuni Dpi, entra negli ambienti da sanificare e nebulizza con appositi erogatori una Soluzione di di ipoclorito di sodio (concentrazione 0.1% -0,5%) oppure di etanolo (Soluzione Idroalcolica, concentrazione 62-71%).

Tale intervento di Sanificazione Ambientale è svolto secondo disposizioni date dalla circolare del Ministero della Salute n.5443 del 22/02/2020.

Nelle operazioni di Sanificazione e Bonifica delle RSA con Ospiti malati di Covid-19, il personale specializzato per la decontaminazione dell’Esercito Italiano segue questa prassi.

Segnaliamo che, sia Arpa Piemonte che Arpa Liguria, già dal 15/03/2020, hanno chiesto che in queste sanificazioni venga utilizzata preferibilmente la Soluzione a base di Etanolo, poiché il Cloro (contenuto nell’ipoclorito di sodio o nella candeggina) è irritante e potrebbe inquinare le falde acquifere.

SANIFICAZIONE A FOTOCATALISI

Sistemi automatizzati, per mezzo di composti reattivi dell’ossigeno, come sostengono i produttori di tali macchinari, possono abbattere del 99% la carica microbica presente in un ambiente (virus, batteri, muffe..).

Tali sistemi possono venire utilizzati in presenza di persone negli ambienti da sanificare.

Il Ministero della Salute non ha dato, ad oggi, disposizioni sull’utilizzo di Sistemi di Fotocatalisi come metodo autorizzato o consigliato per sanificare da Virus Sars-Cov-2.

SANIFICAZIONE MEDIANTE NEBULIZZAZIONE AEROSOL DISINFETTANTI REGISTRATI AL MINISTERO DELLA SANITA’ VIRUCIDI/BATTERICIDI

Personale specializzato, e con opportuni Dpi, entra negli ambienti da sanificare e nebulizza con appositi macchinari un aerosol di Disinfettanti virucidi/battericidi, generalmente a base di Sali Quaternari di Ammonio o altri principi attivi come Cloro o Alcool, con basse percentuali di alcool o cloro.

Tale intervento di Sanificazione Ambientale non soddisfa i requisiti dati dalla circolare del Ministero della Salute n.5443 del 22/02/2020, poiché la sostanza nebulizzata, pur essendo un Disinfettante registrato dal Ministero della Sanità, non contiene la corretta concentrazione di ipoclorito di sodio (concentrazione richiesta 0.1% -0,5%) oppure di etanolo (concentrazione richiesta 62-71%).

L’efficacia di un Disinfettante, anche se registrato dal Ministero della Sanità, ma che non contenga le corrette concentrazioni richieste dal Ministero per la Sanificazione Ambientale da rischio Covid-19, non è stata provata.

SANIFICAZIONE CON VAPORE 160°/180°

Macchine a Vapore industriali generano vapore, almeno a 160°, e lo miscelano a disinfettanti al fine di abbattere la carica microbica presente in un ambiente (virus, batteri, muffe..).

In linea teorica, e secondo i produttori di tali macchinari, il vapore a 160°/180° è in grado sanificare un ambiente, ma non esistono studi confermati correlati al Coronavirus Sars-Cov-2.

Tali sistemi possono venire utilizzati in presenza di persone negli ambienti da sanificare.

L’efficacia virucida di Sistemi a Vapore abbinati a disinfettanti è stata valutata per il Virus H1N1 secondo normativa europea EN 14476 (Prova quantitativa in sospensione per la valutazione dell’attività virucida in area medica).

Sulla base dei risultati ottenuti, nella condizione sperimentale adottata in questi test, il Sistema a Vapore 160°/180°, abbinato al disinfettante, ha causato una riduzione maggiore o uguale al 99,99% del Virus H1N1 dopo 15 secondi di tempo di contatto.

Il Ministero della Salute però non ha dato, ad oggi, disposizioni sull’utilizzo di Macchine a Vapore come metodo autorizzato o consigliato per sanificare da Virus Sars-Cov-2,

Il Ministero della Salute però ha chiaramente detto che (fonte: sito www.salute.gov.it) non ci sono attualmente evidenze che il vapore svolga una funzione sterilizzante nei confronti del nuovo coronavirus e che conseguentemente metta al riparo dal contrarre l’infezione.

SANIFICAZIONE TRAMITE PLASMA FREDDO

Secondo studi pubblicati nel 2019 da ricercatori dell’Università del Michigan, e secondo i produttori di tali macchinari, il Non thermal plasma (NTP) è una tecnologia che riesce a distruggere il 99,9% degli agenti patogeni inclusi i virus aerotrasportati.

L’NTP è un fenomeno fisico generato a temperatura ambiente, utilizza l’aria come miscela gassosa trasformandola in un gas ionizzato costituito da varie particelle caricate elettricamente sia + che – : elettroni, ioni, atomi e molecole che scontrandosi tra loro producono specie ossidanti, la reattività delle particelle provoca poi fenomeni di ossidazione in grado di disaggregare i composti organici volatili, batteri, microorganismi, odori.

La Sanificazione svolta comprenderebbe l’aria, ma non le superfici.

Il Ministero della Salute non ha dato, ad oggi, disposizioni sull’utilizzo di Macchine a Plasma Freddo come metodo autorizzato o consigliato per sanificare da Virus Sars-Cov-2.

Bene, dopo aver specificato caratteristiche e corrispondenza alla normativa per il contenimento del Sars-Cov-2…. a Voi la scelta!